C’è un’afa insopportabile. Strano per essere a 20 metri dal mare.
L’aria è umida e pesantissima.
Che stanchezza.
Nonostante il fine settimana lungo, la stanchezza che mi schiaccia è incredibile.
Dovessi dir la verità, se non dovessi fare economia di ore di ferie, me ne sarei già andata.
Noto con sollievo che è una sensazione diffusa. Anche i colleghi più giovani e in forma sono nel mio stesso stato. Non è quindi un problema legato all’età (!!!).
Giovedì sera sono andata a casa, scansando (con zero dispiacere) la riunione plenaria d’ufficio di venerdì pomeriggio.
Venerdì avevo un po’ di cosine da fare, ma sono riuscita a ritagliarmi un paio d’ore in giro a cazzeggio per il centro di Milano. Scialacquando velocemente quanto incassato con le 8 ore e passa di straordinario del mese.
Mi sono comprata una polo, un golf e un paio di pantaloni. Tutto blu.
Sono arrivata alla conclusione che il blu (più del nero) mi dona abbastanza.
Si, il nero “sfina”, ma anche il blu ce la fa. In più, essendo un colore poco usato, fa anche più chic! (?)
Già che c’ero, e visto che non avevo pranzato, ho fatto sosta (più meritata che mai) da Luini: storico panificio di Milano che sforna, tra le varie prelibatezze, il mitico PANZEROTTO. Negli anni hanno allargato il ventaglio delle varianti, ma il Panzerotto Classico è insuperabile. C’è sempre la coda, un sacco di gente che si accalca per riuscire ad appropriarsi almeno uno dei panzerotti da leggenda. Son talmente buoni che la gente non ce la fa a resistere fino all’uscita del locale. Tutti, non appena ricevono il magico sacchettino, lo azzannano al volo. Non ce la si fa a resistere fino al marciapiede di fronte. Il panzerotto deve essere assaporato SUBITO.
Da delirio.
Nel caso venisse il dubbio, non lavoro all’ufficio stampa di Luini.
Volevo solo rendere doveroso omaggio al Mitico!