2 Luglio, 2007 di inviaggioper
C’è un’afa insopportabile. Strano per essere a 20 metri dal mare.
L’aria è umida e pesantissima.
Che stanchezza.
Nonostante il fine settimana lungo, la stanchezza che mi schiaccia è incredibile.
Dovessi dir la verità, se non dovessi fare economia di ore di ferie, me ne sarei già andata.
Noto con sollievo che è una sensazione diffusa. Anche i colleghi più giovani e in forma sono nel mio stesso stato. Non è quindi un problema legato all’età (!!!).
Giovedì sera sono andata a casa, scansando (con zero dispiacere) la riunione plenaria d’ufficio di venerdì pomeriggio.
Venerdì avevo un po’ di cosine da fare, ma sono riuscita a ritagliarmi un paio d’ore in giro a cazzeggio per il centro di Milano. Scialacquando velocemente quanto incassato con le 8 ore e passa di straordinario del mese.
Mi sono comprata una polo, un golf e un paio di pantaloni. Tutto blu.
Sono arrivata alla conclusione che il blu (più del nero) mi dona abbastanza.
Si, il nero “sfina”, ma anche il blu ce la fa. In più, essendo un colore poco usato, fa anche più chic! (?)
Già che c’ero, e visto che non avevo pranzato, ho fatto sosta (più meritata che mai) da Luini: storico panificio di Milano che sforna, tra le varie prelibatezze, il mitico PANZEROTTO. Negli anni hanno allargato il ventaglio delle varianti, ma il Panzerotto Classico è insuperabile. C’è sempre la coda, un sacco di gente che si accalca per riuscire ad appropriarsi almeno uno dei panzerotti da leggenda. Son talmente buoni che la gente non ce la fa a resistere fino all’uscita del locale. Tutti, non appena ricevono il magico sacchettino, lo azzannano al volo. Non ce la si fa a resistere fino al marciapiede di fronte. Il panzerotto deve essere assaporato SUBITO.
Da delirio.
Nel caso venisse il dubbio, non lavoro all’ufficio stampa di Luini.
Volevo solo rendere doveroso omaggio al Mitico!
Tag: lavoro, panzerotto, shopping, vacanza
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26 Giugno, 2007 di inviaggioper
Ieri mattina ho lasciato a casa il telecomando del cancello e un mazzetto di chiavi con la chiave della macchina del caffé e quella per aprire un armadietto in ufficio dove, all’ora di pranzo, rinchiudo la borsa.
Fin qui niente di particolare. A volte capita. Basta cambiare una borsa o una giacca.
Divido l’armadietto con una collega. A lei l’ho fatto aprire e richiudere per posare la borsa.
Che problema c’è?
Ieri ho lavorato un sacco e ho fatto anche un’oretta di straordinario. Lei no.
Alle 17:15 se ne è – giustamente – andata per i fatti suoi.
La mia borsa invece è rimasta segregata dove l’ho lasciata.
Avevo in tasca le chiavi dell’auto e di casa. Io avrei anche rischiato di andarmene. Ma.
Ma una collega mi ha ventilato il rischio di prendere una multa stratosferica.
Fidanzato mi ha detto “non vorrai lasciare la borsa con documenti, denaro e carta di credito tutta la notte incostudita?”.
Al che ho pensato, che forse sono io che sono un’irresponsabile.
Così mi sono fatta dare un passaggio fin nelle vicinanze di casa. Tanto da domenica sono allenatissima. Sono andata a casa. Ho frugato un po’ e ho trovato chiavi e telecomando.
Sono uscita. Fidanzato è venuto a raccattarmi per strada mi ha portato al lavoro dove ho recuperato borsa e auto.
Nei paraggi di casa – finestrini abbassati – sento una puzza tremenda di bruciato.
Mi viene un “filino” di panico. Guardo il cofano dell’auto e lo vedo rossiccio (l’auto è blu scura).
Il panico cresce.
Antefatto: più o meno una settimana fa la mia bimba ha perso un po’ di olio da non si sa dove.
Informato, Fidanzato si limita a controllare (quando se ne ricorda) se ci sono nuove macchie dove l’auto è parcheggiata. Si guarda bene dall’aprire il cofano per vedere se c’è qualcosa di strano. Ho avanzato un “la porto dal meccanico”. Al che lui si è risentito con “fai pure come vuoi, altrimenti la guardo io”. Siccome non avrei tanta voglia di pagare un meccanico per controllare se perde ho acconsentito a lasciargli quest’incombenza. Avrei dovuto – forse – chiarire meglio in quale secolo ha intenzione di verificare se c’è ancora qualche goccia d’olio nel motore, perché ad una settimana di tempo ancora non si è avvicinato.
Fatto stà che oggi l’odore di bruciato mi ha fatto temere il peggio.
Sono arrivata, ho spalancato il cofano e ho scoperto che l’odore di bruciato non è da imputare alla mia bambina ma a qualche imbecille che bruciava foglie di eucalipto.
La bimba, però, è un po’ sporca d’olio vicino al motore. Forse altri due giorni resiste.
Per concludere, prima di arrivare in casa: ho dimenticato di togliere l’autoradio (a volte, da spenta, si accende da sola – solitudine?), di mettere il bloster, prendo le chiavi di casa, dell’auto, del caffè. Mi cadono. Impreco.
Finalmente arrivo a casa.
Doccia corroborante…
Per cena, per rinfrancar lo spirito… un bel piattone di lumache!
Dopo si che stavo bene!
La bilancia? E chissenefrega!!!
Tag: diario
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25 Giugno, 2007 di inviaggioper
Sono troppo preveggente!
Come ho scritto venerdì, l’aver anche solo ventilato l’ipotesi di andare domenica all’Acquario di Genova (Però, il fatto stesso di averlo scritto qui, rappresenta la certezza che non ci andremo.) era il chiaro segno che non ci saremmo andati. Succede sempre così. E infatti così è andata!
Sabato ho fatto melina e alla sera non siamo usciti. Ci siamo sparati i primi 3 episodi della prima serie di “Ally McBeal” a casa mia.
Domenica Fidanzato alla domanda “ma non andiamo all’Acquario” ha glissato e così abbiamo saltato.
Secondo me, l’idea di perdersi la MotoGP ha frenato qualunque altra idea. Ma non ha osato dirlo…
E così, a metà pomeriggio, siamo usciti di casa (a piedi) e ci siamo diretti al mare (a piedi). Ieri si festeggiava San Giovanni, Patrono di questa cittadina che si affaccia sul mare. Lì, sempre a piedi, abbiamo attraversato tutto il mercato sul lungo-mare, ci siamo fatti una coppa da 2,50 € di gelato misto, abbiamo ri-attraversato il mercato, il paese, siamo andati nella Chiesa il cui patrono è proprio San Giovanni e (sempre a piedi) siamo tornati verso casa. Distanza percorsa: circa 6 chilometri. Fidanzato (di ben un anno più giovane della sottoscritta!!!) era ridotto ad un cencio usato “mi fa male il ginocchio”, “mi fa male l’anca”, “oh cielo! mi si stacca il femore”, e via delirando. Io, nonostrante l’anno in più: in splendida forma! Niente dolori, niente fatica, niente fiatone!
Mi chiedo: ma dov’è tutta questa convenienza nel prendersi un uomo più giovane???
Tag: domenica
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22 Giugno, 2007 di inviaggioper
Stavate per perdermi.
10 minuti fa il mio fisico ha dato evidenti segni di cedimento: ha cominciato a ballarmi la vista, a girarmi la testa e quindi a tremarmi le gambe.
Ho temuto seriamente che fosse giunta la Mia Ora.
Con un biscottino ed un po’ d’acqua mi sento un filino meglio.
Ho aggiunto anche un brioscino.
Mi tremano ancora un po’ le gambe, ma questa deve essere un po’ di paura.
Forse sono stata punita perchè, in quel momento, stavo per scrivere delle cattiverie nei confronti di Fidanzato che aveva appena avuto un diverbio con il suo capo e che, con l’indotto scazzo mi avrebbe ammorbato il fine settimana. O per lo meno fino a stasera.
Dicevo, dunque sono stata punita. Così imparo a parlar male di quella brava persona che è Fidanzato.
Dunque, è venerdì sono quasi le sei. Adesso chiudo e me ne vado.
Ho una casa in condizioni non tanto decenti che dovrei ripulire per benino.
Fidanzato domani vorrebbe andare in quel di Genova City per fare il turista a cazzeggio per le vie.
Io a Genova ci vorrei andare per lo shopping.
Lui odia lo shopping.
O, per lo meno, odia me che entro, provo qualcosa che o non mi sta bene e/o la mia taglia non c’è. E io mi incarognisco e mugugno e finisco per provare cose che poi non metterei mai. Annoiandolo a morte.
Ho provato a suggerire di andare a Genova insieme e poi a dividerci ma non ne ha voluto sapere.
Così starò a casa cercando un po’ di forza di volontà per passare l’aspirapolvere ovunque, finire di stirare, fare del bucato, pulire i pavimenti. Prospettiva allettante, vero?
Con domenica potremmo potenzialmente recuperare il fine settinama.
Se c’è bel tempo si potrebbe andare all’Acquario di Genova a vedere i pesciolini.
Però, il fatto stesso di averlo scritto qui, rappresenta la certezza che non ci andremo.
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Tag: diario, lavori domestici, miguel bosè, musica, salute
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20 Giugno, 2007 di inviaggioper
Dopo quattro settimane che mancavo, lo scorso fine settimana sono tornata a casa.
Per l’occasione ho cercato, studiato e organizzato per tempo il menù del pranzo di domenica.
Ci siamo ammazzati di cibo ma ne siamo usciti decisamente soddisfatti. Io in modo particolare perché il 90% del lavoro l’ho fatto io.
E’ riuscito tutto molto bene.
Per questo motivo ho deciso di condividere queste ricette.
Abbiamo iniziato con delle Pappardelle con prosciutto crudo.
Il secondo delizioso era un Polpettone di pollo allo speck.
Era accompagnato da una Padellata di patate e scalogni.
L’intenzione era di chiudere il pasto con una Frittata soffiata al forno con mele. Ma a quel punto avrebbero dovuto ricoverarci e forse non era il caso. Non questa volta. Magari la prossima volta con un pranzo più leggerino.
Tag: cibo buono, cucinare, ricette cucina
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20 Giugno, 2007 di inviaggioper
600 g di polpa di pollo o tacchino macinata
250 g di speck non troppo magro a fettine
1 limone non trattato
2 fette di pan carré
2 rametti di rosmarino
60 g di parmigiano reggiano grattugiato
60 g di ricotta
1 uovo
olio extravergine di oliva
sale
pepe
Lava il limone, grattugia la scorza e spremi il succo.
Bagna le fette di pane con il succo di limone, quindi sminuzzale con una forchetta.
Trita le foglie di rosmarino e 100 g di speck.
Riunisci tutti gli ingredienti in una ciotola.
Aggiungi anche la carne, l’uovo, il parmigiano, la ricotta, il sale e il pepe.
Mescola perfettamente con una forchetta o con le mani fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Stendi un foglio di carta da forno.
Trasferisci il composto sulla carta e dagli una forma cilindrica.
Avvolgilo nella carta da forma e arrotola i lati della carta, come fosse una caramella.
Trasferisci il polpettone in una teglia e inforna nel forno già caldo a 180° C per 50 minuti.
Nel frattempo su un tagliere disponi le fette di speck leggermente sovrapposte una sull’altra, tranne 2.
Estrai la teglia dal forno e trasferisci il polpettone al centro delle fette di speck. Disponi sulla cime del polpettone le 2 fette di speck tenute da parte. Solleva le altre fette di speck facendole aderire su tutta la superficie del polpettone.
Rimetti il polpettone in teglia per altri 20 minuti. Si può gustare sia caldo che freddo.
Non è buono. Di più.
E’ facilissimo da fare e assolutamente da provare.
Varianti:
si può fare sia con la carne di pollo che quella di tacchino
Note:
non riuscendo a sminuzzare bene le fette di pane con la forchetta le ho tritate con il tritatutto elettrico: perfetto
Ho usato il tritatutto elettrico anche per sminuzzare lo speck: comodissimo
Tag: cucina, cucinare, ricette
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20 Giugno, 2007 di inviaggioper
800 g di patate a pasta gialla
6 scalogni
80 g di burro + olio extravergine di oliva
sale
pepe
Lava le patate, immergile (senza sbucciarle) in una pentola con abbondante acqua fredda.
Cuoci le patate per 25 minuti a partire dall’ebollizione.
Scolale e falle raffreddare completamente.
Sbuccia le patate raffreddate e tagliale in pezzi regolari.
Spella gli scalogni e tagliali a spicchi.
Scalda il burro e olio in una padella di ferro o antiaderente molto ampia.
Versa le patate e gli scalogni in un unico strato. Lascia rosolare per qualche minuto per far formare una crosticina croccante e uniforme.
Mescola con un cucchiaio di legno.
Condisci con poco sale e abbondante pepe.
Servi ben caldo.
Sono saporitissime.
Nota:
la ricetta dice di far rosolare qualche minuto per far formare la crosticina:
secondo me ci vuole più tempo, se non si vuole bruciare le patate e lasciar crudi gli scalogni.
Tag: cucina, cucinare, ricette
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20 Giugno, 2007 di inviaggioper
250 g di pappardelle all’uovo
1,5 dl di latte
1 tuorlo
4-5 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
250 g di spinacini novelli freschi
8 fettine di prosciutto crudo
olio
sale
pepe
Lava gli spinacini.
Taglia le fette di prosciutto in pezzi grossi e falli rosolare in una padella antiaderente senza condimento, finche saranno croccanti ma non secchi.
Sgocciolali e tienili da parte.
Scalda il latte in un pentolino, aggiungi il parmigiano e mescola finché non sarà fuso. Incorpora il tuorlo sbattuto, velocemente, per evitare che si rapprenda formando grumi.
Regola di sale e abbondante pepe.
Lessa la pasta in abbondante acqua salata.
Scola la pasta al dente, conservando un mestolino di acqua di cottura.
Versa la pasta nella padella di cottura del prosciutto e, a fuoco bassissimo, unisci la fonduta di parmigiano e l’acqua di cottura della pasta, poco alla volta.
Aggiungi gli spinacini crudi e mescola.
Servi nei piatti e spolverizza con una bella macinata di pepe.
Servire caldissimo.
Alternative:
-
noi non abbiamo trovato gli spinacini freschi ma quelli surgelati: li ho fatti lessare con poca acqua salata, scolati e tagliuzzati
-
si può sostituire il latte con 2 dl di panna fresca
-
si può profumare la fonduta di parmigiano un della scorza di limone e/o con prezzemolo tritato
-
la ricetta è stata creata per la pasta all’uovo ma, se si preferisce, si può utilizzare anche la pasta secca (mezze penne, spaghetti, maccheroncini etc)
Tag: cucina, cucinare, ricette
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18 Giugno, 2007 di inviaggioper
Approfitto al volo della finestra temporale concessa dai nostri Signori Gestori della rete aziendale per scrivere velocemente un post.
Da qualche settimana ho difficoltà ad accedere alle piattaforme non direttamente collegate alle attività lavorative e, quindi, anche i blog.
Mi sono sentita particolarmente creativa in queste settimane ma la tecnologia mi ha impedito il naturale flusso delle idee…
Ma così, velocemente, su due piedi, per non perdere l’attimo, la creatività non è libera di fluire. Ha bisogno di essere coccolata e gestita. Così mi ritrovo a scrivere “due cazzatine” per provare a me stessa (che poi sono anche l’unica che legge questo blog) che ci sono, che sono ancora viva.
Cosa non così scontata, di questi tempi.
Io, che non l’ho mai fatto, mi ritrovo a lavorare oltre il convenzionale orario di lavoro per cercare di far fronte alle numerose e urgenti necessità. Il modo di dire che più rappresenta l’ufficio – in questo periodo – è “qui saltiamo per aria”. Che, a questo punto, non è più un modo di dire ma la “vera realtà”. Per chi ci osserva distrattamente siamo le stesse persone di due mesi. Un osservatore più attento, però, scorge i segni profondi della stanchezza che non è solo fisica ma anche, e soprattutto, mentale. Siamo stressatissimi davvero. Abbiamo moltissimo lavoro da sbrigare in pochissimo tempo. Lavoro che però è pieno di difficoltà a volte insormontabili. Non abbiamo aiuto né comprensione da parte di chi dovrebbe mostrarne.
Con livelli così alti di tensione, è facilissimo poi crollare anche fisicamente: influenze estive, dolori e malesseri vari ne sono la prova. La scorsa settimana mi si è bloccato il collo e le spalle per diversi giorni. Con mio “sommo” dispiacere sono stata costretta a rimanere a casa, bloccata in una posa alla Robocop… un gran-bel-vedere.
Per ora chiudo che ho già strappato troppo tempo al mio dovere (?!?).
Spero che Bloggers.it resti agibile anche in futuro e che questo non sia solo una svista dei colleghi.
Tag: blog
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28 Maggio, 2007 di inviaggioper
Stà diluviando!
Il meteo sembra un cavallo imbizzarrito!
Siamo a fine maggio e un giorno sembra pieno luglio, un giorno pare novembre, un mattino sembra metà aprile, un pomeriggio metà settembre. Adesso, quest’acquazzone che si stà scaricando sembra di ferragosto, ma con le temperature degli inizi di ottobre. Il riscaldamento è spento da tempo. Qualche pazzo accende il condizionatore. L’abbigliamento è fisso sulle camicie o le magliette di cotone a maniche lunghe. E anche il giubbetto di jeans. Qualche temerario gira già in canotta & infradito. Qualcuna stamattina aveva gli stivali invernali. La mattina che ti vesti più leggera è certo che si alzerà il vento freddo. La mattina che, invece, scegli una cosa un po’ più coprente il mercurio salirà a 31 gradi.
Il meteo ballerino ben rappresenta la nostra epoca:
l’Incertezza regna sovrana!
Tag: meteo
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