15 giugno 2006

By inviaggioper

E così ci risiamo. Per il terzo anno consecutivo abbiamo lo stesso problema: il condizionamento dell’ufficio.
Problema per alcuni banale, per altri fondamentale.
E’ da Legge di Murphy:

  • Chi ha la scrivania sotto (o di fianco) il condizionatore soffre generalmente il freddo. D’inverno i dolce-vita si sprecano. Come le magliette della salute, che sono costretti ad indossare anche d’estate perchè il colpo d’aria è sempre in agguato e le sue conseguenze devastanti…
  • Chi ha la scrivania lontano dal condizionatore soffre il caldo già a gennaio con il riscaldamento spento. D’estate, quando la temperatura esterna supera abbondantemente i 30 gradi, mettono il condizionamento a 18 gradi. Con almeno 15 gradi escursione termica.

Io sono quella sotto il condizionatore!
La cosa divertente è che chi è lontano dal condizionatore e ha sempre caldo, davanti alla possibilità di scambiare le postazioni dice “perchè? così poi l’aria arriva addosso a me? sei matta?”.

Nel nostro ufficio la situazione è singolare: è un ex-archivio convertito, non è grandissimo, ci stazioniamo in 12, ci sono 2 impianti. Il bello è che questi 2 impianti sono tra loro vicinissimi e colpiscono direttamente solo una zona dell’uffcio (dove lavoro io). Nell’altra metà dell’ufficio, quella davanti alle finestre (dove al pomeriggio il sole picchia più forte), non arriva un alito di aria. Neanche per sbaglio.
Il problema è stato posto a chi di dovere, più e più volte.
Ma chi di dovere se ne è fregato altamente.
E così, sono tre anni che saltuariamente litighiamo tra di noi. Ma di brutto-brutto-brutto.
E così, per la terza estate, passeremo il tempo a scannarci per avere il clima ideale.

2 Risposte a “15 giugno 2006”

  1. 29 giugno 2006 « In viaggio per dove Dice:

    [...] in quest’ufficio, stò con un golf di cotone a maniche lunghe per cercare di ripararmi dal condizionamento che arriva sulla schiena. Il fastidio sul dorso potrebbe essere l’inizio di una polmonite o [...]

  2. 4 settembre 2006 « In viaggio per dove Dice:

    [...] un discreto anticipo. Era ancora vuoto. Era, praticamente, tutto spento. Anche il condizionamento. Come già detto, potessi inchiodare le dita dell’inventore del condizionatore lo farei volentieri. Ma mi [...]

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